
Donald Richard DeLillo, detto Don, è uno scrittore statunitense nato a New York il 20 novembre 1936 da genitori italiani emigrati subito dopo la prima guerra mondiale da Montagano, un paesino in provincia di Campobasso. Nato e cresciuto nel Bronx, allora abitato in gran parte da italoamericani, frequenta scuole cattoliche fino agli studi universitari; l'influenza degli studi cattolici traspare in molti dei suoi scritti e principalmente in "Underworld" (1997). Finiti gli studi, inizia a lavorare come pubblicitario e ad interessarsi di arte e musica, particolarmente al jazz e alla scrittura. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, "Americana", tradotto in italiano solo nel 2000.
Nel 1972 pubblica "End Zone", non ancora tradotto in italiano, e l’anno successivo "Great Jones Street " (tradotto in italiano nel 1997) che narra di un artista rock ritiratosi a vivere in un ambiente spoglio. Alla fine degli anni settanta intraprende un lungo viaggio formativo in Medio Oriente e in India; successivamente si trasferisce in Grecia, dove vive per tre anni e scrive il suo ottavo romanzo, "I nomi", thriller psicologico che riscuote un buon successo. Torna quindi negli Stati Uniti dove scrive "Rumore bianco" (White Noise) con cui, nel 1985, vince il National Book Award.
Da quel momento in poi Delillo produrrà altre notevoli opere, tanto da venire ascritto al cosiddetto postmodernismo insieme ad autori del calibro di Thomas Pynchon e Paul Auster. Osservatore acuto della società americana nel passaggio di millennio e del suo immaginario collettivo, racconta la realtà che lo circonda attraverso i suoi punti cardine come media, religiosità, riti profani e liturgie della politica comprese di intrighi tesi alla conquista del potere. Tra i suoi libri ricordiamo anche "Libra" (1988), "Underworld" (1997), "Body art" (2001), "Cosmopolis" (2003), "L'uomo che cade" (2007), vPunto Omegav (2010). In Italia negli ultimi anni è pubblicato da Einaudi.