
Giampaolo Pansa, nato a Casale Monferrato in provincia di Alessandria nel 1935, è uno dei più affermati giornalisti italiani. Ha lavorato per "La Stampa", per il "Giorno", per il "Corriere della Sera", per "Repubblica" e per "Panorama". Condirettore de "L'Espresso", ha pubblicato con la Sperling & Kupfer saggi e romanzi riscuotendo grande successo e conquistando tanti lettori grazie a un particolare stile che unisce l'uso elegante di espressioni rudi o plebee alla veemenza dei giudizi.
Giampaolo Pansa rappresenta una delle massime personalità del panorama politico Italiano ed è inoltre autore di saggi di storia contemporanea, fra cui "La resistenza in Piemonte" (1965), "L’esercito di Salò" (1970), "Ottobre addio", "Viaggio tra i comunisti italiani" (1982),premio Fregene per la saggistica, "Il gladio e l’alloro" (1991), "Il Bestiario", una raccolta di articoli di Pansa apparsi sull'Espresso negli ultimi dieci anni. Molti dei suoi romanzi sono incentrati sulla guerra civile e sono un mix di verità storica e finzione letteraria.
Alcuni titoli sono diventati famosissimi, da ricordare: "Ma l'amore no" (1994), "I nostri giorni proibiti" (Premio Bancarella 1997), "Il bambino che guardava le donne" (1999), "I figli dell'Aquila" (2002), "Le notti dei fuochi" (2004). "Il sangue dei vinti", pubblicato nel 2003, ha suscitato molte polemiche per i fatti, tutti documentati, portati a conoscenza dei lettori dallo stesso autore che indaga nelle pieghe di episodi e circostanze che videro migliaia di italiani vittime delle persecuzioni e delle vendette di partigiani e antifascisti dopo il 25 Aprile 1945. "La grande Bugia" ha riportato alla ribalta le problematiche della Resistenza, accendendo discussioni e confronti in tutti i salotti televisivi.