
Considerato il più celebre vignettista satirico italiano, Giorgio Forattini inizia la sua carriera tardi, quando intorno ai quarant'anni inizia a collaborare con "Paese Sera" dopo aver vinto un concorso per fumettisti promosso dal giornale. La sua carriera continua su "Panorama" (con cui collabora ancora oggi) e infine approda al nascente quotidiano "La Repubblica".
Nel 1982 passa a "La Stampa", con cui collabora fino al 1984, anno in cui torna al quotidiano romano che abbandonerà nel 2000, in seguito alle polemiche seguite a una vignetta raffigurante D'Alema per la quale il disegnatore fu querelato. Dal 2000 è di nuovo il vignettista de "La Stampa".
Nel 2006 inizia la collaborazione con "Il Giornale". Dal 1974, anno in cui ha pubblicato il suo primo libro di vignette, "Referendum Reverendum", Forattini ha iniziato una lunga serie di pubblicazioni (a cadenza annuale) con il proposito di rappresentare satiricamente l'evolversi delle vicende politiche italiane.
Uno dei principali motivi del suo successo fu la caratterizzazione macchiettistica e un po' irriverente di alcuni uomini politici: Craxi vestito come Mussolini, Spadolini nudo, Massimo D'Alema come Hitler (ma in veste comunista), Goria invisibile, Fassino scheletrico, Amato come Topolino, Berlusconi come Paperone, Veltroni come un bruco, Buttiglione come una scimmia, Mancino come un cinghiale.