
Maria Rosa Cutrufelli, di origine messinese, giornalista, scrittrice, saggista di vivace versatilità ed impegno, ha diretto per anni a Roma “Tuttestorie”, rivista di “racconti, letture, trame di donne”, da lei stessa fondata nel 1990. Un orientamento editoriale emblematico della tenace, militante predilezione dell’autrice per la condizione femminile indagata con rigore documentario nei suoi risvolti storici, sociologici, culturali ed esplorata sin nelle più sottili sfumature psicologiche. La produzione saggistica dell'autrice, a partire dagli anni Settanta fino ad oggi, ripercorre i più importanti momenti del percorso di emancipazione femminile: da "L'invenzione della donna" (1974) al "Cliente. Inchiesta sulla domanda di prostituzione, ad Imperialismo e condizione femminile in Africa Nera" (1976), ha affrontato un lavoro di ricerca, mirato a ricostruire e capire le motivazioni del fenomeno nelle sue ragioni di disagio e riscatto.
Ne risulta una scrittura in cui la concretezza giornalistica si fonde alla sensibilità e all'abilità di leggere tra le righe, per cogliere particolari inediti anche nelle realtà più tipiche. Attraverso questi elementi, Maria Rosa Cutrufelli caratterizza le figure femminili che popolano, da protagoniste o meno, i suoi romanzi, sin dalla prova d'esordio, "La briganta" (1991), ambientato in una Sicilia in cui le istituzioni malfunzionano e il brigantaggio impera. "Complice il dubbio" (1992) è di certo uno dei lavori più noti della scrittrice: un esempio di romanzo senza trama, in cui la fatalità di un suicidio pone due donne del tutto antitetiche in un morboso gioco di attrazione e repulsione. Seguono una linea più autobiografica e una tendenza giornalistica le due opere successive, "Mama Africa" (1993) e "Canto al deserto" (1994).
Il primo, configurandosi come romanzo diaristico, l'autrice narra la lunga battaglia per la liberazione dell'Angola dal dominio portoghese ponendo l'evento come esperienza personalmente e cronisticamente vissuta. Nel secondo lavoro è affrontatà l'adolescenza e la sua fragilità, nella narrazione di un viaggio che la scrittrice pone a ritroso in Sicilia, in cui prende corpo la storia di Tina, donna che sfida coraggiosamente il maschilismo malavitoso per vendicare il padre ucciso davanti ai suoi occhi quand'era bambina. Del 2005 è il romanzo finalista al premio Strega "La donna che visse per un sogno", incentrato sulle vicende di una donna, Olympe de Gouges, autrice di una Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, che sosterrà i valori della rivoluzione francese fino al patibolo.