
Magdi Allam, per la Chiesa cattolica Magdi Cristiano Allam, è un giornalista e scrittore egiziano naturalizzato italiano. Nasce a Il Cairo il 22 aprile del 1952 e nel 1956, all'età di 4 anni, viene aiutato dai datori di lavoro dell madre Safeya, che lavora come baby sitter per una ricca famiglia italiana, i Caccia, che pagano ad Allam le rette di un collegio delle suore comboniane in Egitto. Dal 1962 fino al 1970 rimane in un collegio salesiano guidato da Don Carlo Moroni. Acquista così familiarità con la cultura italiana e occidentale e la religione cattolica (che tuttavia ancora non abbraccia). Cresciuto, decide di emigrare in Italia. Allam, dopo aver avuto già due figli da un'unione precedente (Sofia di 28 anni e Alessandro di 24), ha un altro figlio, Davide, da sua moglie, Valentina Colombo, traduttrice di opere di letteratura araba, con cui è sposato civilmente dal 22 aprile 2007. È laureato in sociologia all'Università La Sapienza di Roma e si occupa di tematiche legate al Vicino Oriente e ai rapporti tra questo e l'Occidente. Dopo avere collaborato con i quotidiani "Il Manifesto" e "La Repubblica", è entrato al Corriere della Sera (il primo articolo è datato 3 settembre 2003), di cui attualmente è editorialista e vicedirettore ad personam (cioè senza incarichi di responsabilità sulla linea politica del giornale).
Giornalista di fama nazionale, Magdi Allam è uno dei partecipanti più influenti ed in vista nel dibattito sul rapporto tra Occidente e mondo arabo, argomento al quale ha dedicato diversi libri e del quale discute spesso come invitato ai principali talk-show politici. Le sue posizioni, spesso molto vicine a quelle dei critici più severi del mondo islamico (dura condanna di numerose associazioni islamiche da lui ritenute estremiste, proposta del divieto di costruire nuove moschee, elaborate teorie riguardanti asseriti rapporti occulti tra moschee e gruppi terroristici che ne avrebbero in alcuni casi anche finanziato la costruzione) gli hanno apportato critiche ma anche il sostegno di una parte dell'opinione pubblica, oltre che di opinionisti e politici, come nel caso della costruenda moschea di Colle Val d'Elsa. I suoi ammiratori lo citano spesso come modello di musulmano moderato e di arabo perfettamente integrato nel mondo, nella cultura e nel sistema di valori propri dell'Occidente; per i suoi detrattori si tratta invece di un personaggio inattendibile che diffonde odio e sospetti, riportando notizie non documentate, non verificate o addirittura deliberatamente false.
Nel 2006, Allam ha vinto, congiuntamente a tre altri giornalisti, il premio giornalistico Dan David, istituito dall'omonima fondazione israeliana in onore di un imprenditore israeliano, dotato di 1 milione di dollari, per "il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture". Il 22 marzo 2008, durante la Veglia pasquale, ha ricevuto il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia in San Pietro da papa Benedetto XVI, abbandonando l'Islam del quale ha detto: "al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale". Con la conversione ha preso il nome di Cristiano. Padrino del giornalista è stato Maurizio Lupi, membro di Comunione e Liberazione e deputato di Forza Italia.
Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vicepresidente dell'organizzazione islamica italiana della CorEiS, ha dichiarato all'ANSA di rispettare la scelta di Allam, pur avanzando qualche "perplessità" per il momento e il luogo «di così grande valore simbolico» scelto per la conversione: «Se Allam realmente è stato spinto da una forte ispirazione spirituale, forse sarebbe stato meglio procedere con delicatezza, magari con un prete a Viterbo, dove egli vive». L'UCOII di Piccardo, associazione islamica con la quale Allam ha sempre fortemente polemizzato, ha invece dichiarato per bocca del suo portavoce, l’imam ‘Izz al-Din al-Zir, di rispettare la scelta di Allam: «L'importante è che ogni persona viva la sua religiosità in modo pacifico e rispettando le altre religioni».