
Mario Vargas Llosa è uno scrittore, giornalista e politico peruviano, naturalizzato spagnolo, nato a Arequipa il 28 marzo 1936, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2010. Vargas Llosa vive fin da giovanissimo esperienze oltre i confini del suo Paese: cresce in Bolivia, studia Lettere e Giurisprudenza presso l'Universidad Nacional Mayor de San Marcos, si sposta poi a Madrid, dove riceve buona parte della propria educazione stilistica e prende la cittadinanza nel 1993; ma anche Parigi, dove tra le altre cose diventa giornalista per la France Press; Italia e Inghilterra, nella cui capitale elegge il proprio domicilio. Tra i principali esponenti della rinascita della narrativa sudamericana insieme a Gabriel García Márquez (unico altro narratore Premio Nobel sudamericano), inizia la propria carriera letteraria nel 1959 con la raccolta di racconti Los jefes. Ma il vero successo giunge nel 1963 col romanzo "La ciudad y los perros", pubblicato in Italia nel 1967 e ambientato nell'accademia militare di Lima, frequentata dallo stesso scrittore. Il libro, redatto con una particolare tecnica narrativa in cui narrazione e sovrapposizioni di tempi e piani si alternano in uno stile quasi cinematografico, viene però inizialmente addirittura bruciato in Perù perché considerato dissacrante.
La medesima tecnica narrativa è riutilizzata anche nel seguente "La casa verde" (1966), in cui narra le vicende di una casa chiusa a Piura. Il terzo romanzo pubblicato è "Conversación en la Catedral", nel 1969, una dura analisi della vita politica e sociale del proprio paese. Segue nel 1973 il romanzo satirico "Pantaleón y las visitadoras", seguito a sua volta da "La tia Julia y el escribidor" (1977), che lo vedono cimentarsi con uno stile diverso, improntato sull'ironia. Con "La guerra del fin del mundo" del 1981, in cui ripercorre le vicende nel movimento millenarista del profeta brasiliano Antônio O Conselheiro (Antonio Il consigliere), si spinge ancora più a fondo nelle vicende brasiliane, conducendo una lucida analisi dei contrasti fra la società costiera nello stato di Bahia, prevalentemente intellettuale e progressista, e la popolazione più arretrata e conservatrice dell'interno. L'impostazione dell'opera è in gran parte pessimistica, e mostra sconsolatamente come le zone meno evolute siano schiacciate dai fermenti delle altre. A quest'opera capitale fa seguire "Historia de Mayta" (1984) che affronta il tema del terrorismo, "Quién mató Palomino Molero?" (1986), un giallo dal risvolto sociale, "Elogio de la madrasta" (1988), un libro erotico, e "El hablador" (1987), tutti romanzi legati da un filo di fondo politico sociale. Pubblica poi "El pez en el agua" (1993), proprio riguardo la propria esperienza in politica, e "Lituma en los Andes" (1993), un giallo che gli vale il Premio Planeta.
Nel 1997 pubblica "Los cuadernos de don Rigoberto" seguito tre anni dopo da "La festa del chivo" e da "El paradiso en la otra esquina" nel 2003 e da "Travesuras de la niña mala" nel 2006. Nel 2010 vince il Premio Nobel per la letteratura per «la propria cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo». Se numerose opere di Vargas sono influenzate dalla società peruviana, molte sono anche quelle incentrate sull'Europa, continente nel quale Llosa ha vissuto larga parte della sua vita a cominciare dal 1958 (in particolare Spagna, Inghilterra e Francia), tanto appunto da ricevere la cittadinanza spagnola nel 1993. In Italia è pubblicato da Einaudi e da Libri Scheiwiller. È anche stimato autore di teatro, con all'attivo una decina di opere teatrali.