
Philip Roth è nato nel 1933 a Newark, nel New Jersey. Ha studiato prima alla Bucknell University, per poi trasferirsi alla Chicago University dove completa il corso di laurea in letteratura anglosassone. Si dedica poi all'insegnamento, arrivando a insegnare scrittura creativa e storia della letteratura alla Iowa e a Princeton.
L'esordio narrativo è avvenuto con "Goodbye, Columbus": sei racconti in cui Roth sfodera da subito uno stile ironico, coltissimo, imbevuto di suggestioni culturali cui è stato sempre soggetto: la psicanalisi, il laicismo di matrice ebraica, la satira del contemporaneo. Il capolavoro viene sfoderato da Roth al terzo titolo, "Il lamento di Portnoy", che è al tempo stesso una tragedia e una commedia personale, recitata da Alexander Portnoy, un paziente ossessivamente monologante sul lettino, preda di una nevrosi inestricabile a sfondo maniacalmente sessuale.
Dopo il Lamento, Roth riesce ad uscire dalla gabbia di genere in cui si era magistralmente cacciato col suo capolavoro, e mette insieme una serie di titoli che, indubbiamente, costituiscono una delle punte di diamante della letteratura contemporanea americana. Particolarmente felice, la saga che ha al centro il personaggio di Nathan Zuckerman ("La mia vita di uomo", "Lo scrittore fantasma", "Zuckerman scatenato", "La lezione di anatomia" e "La controvita").
Imprevisto e roboantemente epico, l'ultimo sviluppo della narrativa di Roth: con "Pastorale americana", un romanzo dal New Yorker definito "epocale" e con "Ho sposato un comunista", Roth passa dall'allegoria alla cronaca letteraria della storia dell'intera nazione americana. Roth si è aggiudicato una serie impressionante di National Book Award for Fiction. Tra i numerosissimi premi, si ricordano, nel 1995, il National Book Award per "Il teatro di Sabbath" e, nel 1998, il Pulitzer per "Pastorale americana". Attualmente Philip Roth vive nel Connecticut.