
Ray Bradbury è uno scrittore statunitense, nato a Waukegan il 22 agosto del 1920, a cui va il merito di aver innovato il genere fantascientifico: non a caso, considerando la larga diffusione del genere anche nel settore cinematografico, nella sua carriera è stato anche un grande sceneggiatore. Nel 1934 la sua famiglia si trasferisce in California, dove il giovane Ray scopre il mondo della fantascienza, tanto da iniziare a scrivere alcuni racconti sulle riviste del settore. Tra le sue prime opere si contano anche dei racconti polizieschi e noir.
Nel 1950 raccoglie in un unico volume le sue "Cronache marziane", che ottengono uno strepitoso successo e che ancora oggi continuano, a distanza di anni, ad incontrare il favore del pubblico dei lettori nonostante le storie raccolte nelle Cronache siano ormai letteralmente datate, cioè si basino su avvenimenti sistemati in date già trascorse. La cosa è molto poco rilevante e non toglie alcun valore all'opera in sé, come testimoniano i tanti estimatori del settore fantascientifico che da sempre trovano in Ray Brdbury un illuminato innovatore del genere.
L'anno successivo alla pubblicazione di "Cronache marziane", segue il capolavoro per cui l'autore oggi è maggiormente ricordato, "Fahrenheit 451", una sorta di elogio alla lettura ambientato in una società distopica, destinato a diventare anche un film di successo, diretto dal maestro François Truffaut. Negli anni successivi intraprende la carriera di sceneggiatore cinematografico, iniziata con il Moby Dick di John Huston, senza però dimenticare la sua carriera di romanziere. Si ricordano infatti "Il grande mondo laggiù", "Io canto il corpo elettrico!", "Paese d'Ottobre", "Il popolo dell'autunno", "Viaggiatore del Tempo", l'ambizioso giallo "Morte a Venice", il più leggero "Il cimitero dei folli" e "Le auree mele del sole".