
Sveva Casati Modignani è una delle firme più amate della narrativa contemporanea: i suoi romanzi, tradotti in ben diciassette paesi (tra i quali Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Russia, Brasile) hanno venduto quasi dieci milioni di copie.
Dietro questo nom de plume ci sono Bice Cairati e Nullo Cantaroni, una coppia affiatata nella vita privata e in quella professionale. Entrambi giornalisti, nel 1981 hanno pubblicato il loro primo romanzo, "Anna dagli occhi verdi", che ha immediatamente ottenuto un lusinghiero riscontro di critica e di pubblico, inaugurando un genere unico e inimitabile nel panorama della nostra narrativa.
Le ragioni di tanto successo derivano dalla consapevolezza che il pubblico desideri leggere romanzi che, nella varietà e ricchezza delle trame, prendano spunto da una realtà famigliare, ossia italiana, con ambientazioni, personaggi e sfondi riconoscibili. E poi la capacità di affrontare il tema dei sentimenti ogni volta da un'angolazione diversa, cogliendo con sensibilità le trasformazioni, i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nella nostra società, a partire dal diverso ruolo della donna.
Bice e Nullo Cantaroni vivono da sempre a Milano - città alla quale sono legatissimi - nella casa che apparteneva alla nonna di Bice, dove l'autrice è nata e abita fin da bambina. Ma come hanno potuto due giornalisti con esperienze così diverse adattarsi di colpo al lavoro a quattro mani e diventare al primo tentativo la fortunata ditta Sveva Casati Modignani? «L’intreccio vero e proprio, i complotti, le perfidie, gli amori li butto giù io» spiega lei. «E a me, quando torno dalla redazione, spetta il compito di limare la scrittura e di dare respiro a tutta la vicenda» aggiunge lui. «La tecnica narrativa però l’ho imparata sulle pagine di Harold Robbins» continua lei, «però ho sempre tenuto presente Collodi e la lezione di Pinocchio: una storia in cui, alla fine, i buoni vengono premiati e i cattivi puniti perché credo che la gente, almeno nei romanzi, voglia giustizia».